Project Description

Restauro degli ambulacri e del loggiato del chiostro maiolicato nel complesso conventuale di Santa Chiara Vergine in Napoli e realizzazione degli impianti di illuminazione del loggiato del chiostro maiolicato

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Il Chiostro Maiolicato di Santa Chiara

Il chiostro è opera del 1739 e si deve all’estro creativo di Domenico Antonio Vaccaro.
In questo periodo si diede inizio ad un radicale cambiamento che riguardò tutto il complesso monastico voluto dalla dinastia angioina, con il quale si cancellò tutto il circondario originario composto da edifici religiosi nonché gli interni gotici, a favore di forme artistiche barocche.
Il chiostro grande godendo di maggiori investimenti per le restaurazioni, fu completamente trasformato da Domenico Antonio Vaccaro che mantenne la struttura gotica ridisegnando solo il giardino rustico decorato da preziose “riggiole” maiolicate di Donato e Giuseppe Massa che riprendono paesaggi e scene bucoliche napoletane. L’opera di ammodernamento fu resa possibile anche attraverso le donazioni di famiglie aristocratiche e quindi grazie soprattutto all’intervento della badessa Ippolita di Carmignano, grazie alla quale, per sua volontà, fu creata una maggiore apertura verso l’esterno in modo tale che la nuova struttura rompesse l’austerità del vicino tempio gotico, rendendo dunque gli spazi più armoniosi e fondendo architettura e natura così da confondere gli ospiti. Durante questi interventi le fontane trecentesche, che un tempo abbellivano la chiesa, furono portate all’esterno e una di queste fu completamente circondata da un “mare maiolicato”. Tuttavia, seppur le suore disponevano di una ingente somma di denaro, per i lavori di ristrutturazione queste chiesero ulteriori aiuti anche alla regina Maria Amalia di Sassonia, moglie di Carlo III di Borbone.
Il bombardamento aereo del 1943 che distrusse buona parte dei locali della vicina basilica, non riuscì però a deturpare il chiostro delle Clarisse di Santa Chiara e quindi, restando quasi completamente immune all’esplosione, rimane assieme a due cappelle della basilica ed al suo pavimento di Ferdinando Fuga una delle testimonianze barocche del monastero.
Dopo la seconda guerra mondiale, a causa degli ingenti danni subiti dal monastero, molti documenti storici relativi al complesso religioso furono andati perduti, non potendo così fornire alcuna informazione circa gli affreschi trecenteschi prima e seicenteschi poi che caratterizzano le pareti del porticato.

Dettagli del progetto

COMMITTENTE

Ordine dei Frati Minori

TIPO DI INTERVENTI

Restauro Monumentale

Restauro Artistico

Impianti

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Gallery

Restauri Santa Chiara Napoli 6
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